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Per chi ama la Sicilia
e il mare, Portopalo rappresenta forse l'esasperazione, la passione: più
a Sud di così si muore, Tunisi è già settentrione.
Ti senti in prima linea, fisicamente in un angolo delimitato da due coste:
una orientale con vicinissima la piccola Isola di Capo Passero, una occidentale
con l'altrettanto piccola Isola delle Correnti. Il resto è mare:
azzurro, smeraldo, diverso. Il paese, per la particolare collocazione
geografica, è stato sin dai tempi più remoti punto d'osservazione
e rifornimento per le navi. Capo Passero è uno dei tre vertici
che diedero alla Sicilia l'antico nome di Trinacria.
L'origine
del nome Portopalo è Portus palorum. Presso la contrada Scalo Mandria
sorge un costone rupestre, che custodisce una piccola necropoli (III -
IV sec. d.C.) alla cui destra si vede l'isola di Capo Passero. La fondazione
vera e propria del paese, sotto la denominazione di comune di Portopalo,
risale ai primi anni del 1800 durante il regno di Ferdinando I. Nel 1840
Portopalo perse la sua autonomia e fu trasformata in frazione di Pachino.
L'aspetto definitivo di paese marinaro venne dato nel 1864 dalla costruzione
del Faro Cozzo Militare. Nel dicembre 1975 Portopalo ottiene l'autonomia
amministrativa assumendo il nome completo di Portopalo di Capo Passero.
Questa
la storia ma, dicevamo, il vero protagonista è il mare, il mare
e la natura, il mare e il paesaggio, il mare e l'uomo, l'uomo e la pesca.
Due centinaia di motopescherecci affollano il porto situato a Sud -Ovest,
non disturbando assolutamente chi d'estate vuole ubriacarsi di mare in
spiagge ancora vivibili. Il settore trainante dell'economia portopalese
è la pesca. Nel versante orientale un piccolo villaggio di pescatori
riporta immagini più classiche con i colori pastello delle piccole
casupole allineate. Il posto in cui il lavoro del pescatore si trasformava
in battaglia epica era la tonnara che veniva legata all'ultima punta dell'isola
di Capo Passero.
Portopalo
è un vero e proprio paradiso di stampo tropicale. Anche le piccole
isole (Isola di Capo Passero e Isola delle Correnti) hanno una notevole
importanza naturalistica, per la presenza di specie molto rare. La stessa
spiaggia di Portopalo era una delle più famose per la ovodeposizione
delle tartarughe marine che, ancor oggi, seppur in serio pericolo di estinzione,
solcano questi mari, amati e rispettati dai lavoratori del mare e del
turismo. In tale contesto appare molto affascinante il progetto di realizzazione
del Museo del mare Mediterraneo che avrebbe nel castello arabo-spagnolo
dell' isola di Capo Passero una sede davvero idonea e suggestiva.
Altro
settore trainante dell'economia locale, e non poteva essere altrimenti,
è l'agricoltura. Percorrendo la strada provinciale Pachino-Portopalo,
si rimane quasi abbagliati dal luccichio delle numerosissime serre, ove
si producono i famosi primaticci siciliani, tra cui il più rinomato
e caro è il "ciliegino" ovvero il "pomodorino di
Pachino". Poi, seguendo la costa, si vedono in grande fioritura le
piante dei capperi che nella nostra cucina, ricca di sapori e di portate
particolari, si usano come base per piatti speciali dal gusto unico e
indimenticabile.
In continua crescita
è anche il settore turistico. Al turista che viene a Portopalo
di Capo Passero attratto dalle nostre bellissime ed incontaminate spiagge
offriamo ospitalità, cordialità e cortesia, anche se ancora
non siamo all' altezza dei grandi centri balneari come attrezzature e
divertimenti. Siamo giovani come comune, cresceremo e prospereremo per
dare di più. Buone vacanze.
Corrado
Scala
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